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La storia riproposta nel film del 2017 diretto da Bill Condon e interpretato da Emma Watson, è conosciuta. Una giovane intelligente e colta popolana di uno sperduto villaggio francese rimane prigioniera di un principe dalle sembianze mostruose.

Scopre che il suo animo, in fondo, è buono e se ne innamora, ponendo fine alla maledizione che gravava su di lui e il suo castello.

Una delle locandine del film con tutti i personaggi
La simbologia della vicenda nella pellicola di Bill Condon non si discosta di una virgola dall'originale e ne riprende la ricca simbologia.

La Bestia è simbolo dell'Uomo abbrutito dall'avidità, dalla ricchezza e dal potere, al punto da diventare metaforicamente un mostro.

La Bestia, simbolo dell'Uomo abbrutito
Bella è la personificazione della cultura e della cortesia frutto dell'istruzione, oltre che dell'amore disinteressato e scevro da preconcetti.

Bella, personificazione della cultura
Il padre di Bella è simbolo dell'ingegnosità.

Il padre di Bella, simbolo dell'ingegnosità
Gaston, icona del damerino vanitoso, è simbolo della vacuità di quanti non formano la propria personalità con la cultura, amandola e sforzandosi di conquistarla, ma volendo farla propria con l'imbroglio e la forza.

Gaston, simbolo della vacuità
I vari oggetti animati sono prosopopee delle persone cui si riferiscono, a come erano prima del maleficio.

Il villaggio è metafora del mondo, che spesso non vede di buon occhio chi ama lo studio e la cultura ed eccelle per i propri meriti intellettuali, considerandolo strano.

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Alla fine della vicenda, Bestia, redento grazie all'amore per Bella e riamato da lei, accede alla dimensione pienamente umana. La Cultura lo salva, lo civilizza, lo umanizza, l'amore lo redime.

Una chiara allegoria all'umanità che ritrova se stessa grazia all'amore, alla bellezza e al sapere.





La Giornata della Terra è il termine utilizzato per indicare il giorno in cui si celebrano l'ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. L'ONU organizza questa ricorrenza ogni anno, un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera, il 22 aprile.

Pachamama significa in lingua quechua Madre Terra. Si tratta di una divinità venerata dagli Inca e da altri popoli andini, quali gli Aymara e i Quechua. È la dea della terra, dell'agricoltura e della fertilità.

Una riedizione moderna del mito di Pachamama
Per il Celtismo (o Druidismo) la  Madre Terra era vista come la personificazione della realtà materiale che si manifestava attraverso la triplice Dea, inoltre venivano venerati molti spiriti e divinità della natura (Cernunnos - Dio Cervo;  Morrigan - Dea della guerra; il Piccolo-popolo;  Lúg - Dio della luce e di tutte le arti …).

Cerimonia druidica
Il Nuovo De Mauro inserisce la voce "madre terra" per indicare proprio la terra, concepita come forza che alimenta e sostenta l’uomo.

Da un punto di vista semiotico il termine Madre Terra è una prosopopea o personificazione, in quanto si utilizza solitamente un essere umano, in questo caso una figura femminile, per personificare un'idea o un insieme di concetti (ecologia, forza vitale, fertilità, etc.)

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Chiunque abbia studiato il movimento ambientalista globale ha senza dubbio sentito parlare di “Gea” o "Gaia" la "Madre Terra".

Gea (in greco antico: Γῆ) o Gaia (in greco ionico e quindi in omerico: Γαῖα) è, nella religione e nella mitologia greca, la dea primordiale, quindi la potenza divina, della Terra.

Gaia in un rilievo dell'Ara Pacis a Roma
I sostenitori del culto di Gaia, o “Gaiani” come essi stessi si definiscono, sostengono che la terra è un super-organismo senziente, in cui vive lo spirito di un'antica dea, che merita adorazione e reverenza.

L’elemento Terra, come suggerisce il simbolo, un triangolo equilatero con vertice verso il basso, barrato orizzontalmente, non è un elemento dinamico. Infatti un’altra figura geometrica che maggiormente lo rappresenta è il quadrato.

Il principale simbolo della terra: un triangolo equilatero  rivolto verso il basso e barrato
Indica la riflessione, per i filosofi mistici la terra era simbolo di prudenza, che caratterizza la disposizione particolare dell’individuo di essere pronto e docile a ricevere tutto ciò che è necessario all'illuminazione. Ad arricchire il significato simbolico ed iniziatico della terra contribuiscono le forze naturali facenti parte di essa. 

I principali elementi esoterici della terra sono: la caverna, la valle, la montagne, la foresta, gli alberi e i rami. La caverna consente l’accesso nelle viscere della terra ed è quindi un passaggio per l’oltremondo.

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In genere le caverne sono luoghi oscuri e talvolta pericolosi, dove la luce del sole non giunge e quindi più a contatto con le potenze telluriche. Nella sua funzione di matrice la caverna è usata nei riti iniziatiti di passaggio, dall'oscurità alla luce, dall'ignoranza alla conoscenza. L’immagine della valle richiama l’utero della terra, ricettacolo delle forze celesti.

È dunque un luogo di fecondità e di trasformazione.

Il nuovo simbolo, molto utilizzato dai vari movimenti ambientalistico/esoterici, tende a evidenziare la forza generatrice della terra con la spirale, simbolo del cambiamento, collocato in corrispondenza del ventre femminile.

Il nuovo simbolo tende maggiormente al dinamismo
James Lovelock, nel suo libro “Gaia: a new look at life” (Gaia: nuove idee sull'ecologia) dichiara che “tutte le forme di vita sul pianeta sono una parte di Gaia – parte dello spirito della dea che sostiene la vita sulla terra. Dal principio di questa trasformazione in un sistema vivente, gli interventi di Gaia hanno generato la diversità in evoluzione delle creature viventi sul pianeta terra". 

James Lovelock in un'immagine del 2005
I sacerdoti Gaiani insegnano che la “Dea Terra”, o Madre Terra, deve essere protetta dalle distruttive attività umane. E' questo credo che alimenta il movimento ambientalista, l'idea dello “sviluppo compatibile” e la spinta globale per un ritorno delle nazioni industrializzate ad uno stile di vita più primitivo (la filosofia della cosiddetta “decrescita”).

Alla Terra è associato anche un numero: il Due, essendo un numero pari, incarna le energia femminile e la passività e fin dell’Antichità il numero Due era attributo proprio alla Grande Madre Terra.

Anche Google attraverso il suo consueto "doodle" celebra questo avvenimento. Tra le sue immagini spicca quella dell'orso polare dove i ghiacci vengono "erosi" da un 2016 molto famelico.

Il doodle di Google sulla Giornata della Terra del 2016
Nel 2017 è invece la volta della favola che vede impegnati contro gli sprechi tre simpatici amici: una volpe, un gatto e una rana.

Il doodle di Google sulla Giornata della Terra del 2017





Il Trittico del Giardino delle Delizie, dipinto da Hieronymus Bosch fra il 1480 e il 1490 e conservato al Prado di Madrid, rappresenta nella sinistra e al centro il paradiso terrestre, luogo del piacere dei sensi, mentre nel pannello di destra è raffigurato l’inferno, luogo in cui si consumano i peccati mortali.

Vi appaiono figure grottesche, bizzarre e mostruose sottoposte a supplizi di vario genere e natura, perpetrati da diavoli che sono per metà grilli.

Un dettaglio del pannello di destra, raffigurante l'Inferno
Sono presenti gli archetipi, dei quali viene impiegato quello dell'orfano, di colui che ha perso ciò che di più prezioso aveva.

Il dipinto è ovviamente ricco di simboli. Gli strumenti musicali a fiato sono simbolo dell'alito demoniaco, gli oggetti animati sono simbolo degli esseri umani che durante la loro vita sono stati animati dal demonio, l'uovo è simbolo dell'isolamento spirituale, gli acrobati icone deli uomini che alterano le leggi naturali.

Si intravedono cani che si cibano di esseri umani; un gigantesco essere dalla testa di falco che ricorda il dio egizio Horus, seduto su uno scranno con un paiolo per copricapo (lo smarrimento del lume della ragione), oltre a simboli del gioco quali dadi e carte.

Il demoniaco falco seduto su un alto scranno
Una mano mozzata, e semidecomposta, infilzata da un pugnale e con un dado in equilibrio sulla punta delle dita è simile a quella del segno fatto da Dio nella scena dell'incontro tra Adamo ed Eva, nel pannello del Giardino, e indica una recisione del collegamento tra l'umanità ed il divino.

Tutto nella composizione è iperbolico.

Il volto dell'Uomo-Albero non è che un autoritratto dell'autore.

L'autoritratto dell'autore nel fantasmagorico uomo/albero
Bosch volle creare l'allegoria non dell'inferno delle anime ma quello dei corpi, cioè l'Inferno sulla Terra.

Un minuto del fantasmagorico Inferno di Bosch in questo video di Ars Europa.





Era stata lanciata in pompa magna nel giugno del 2016 dal governo francese l'applicazione per segnalare ai cittadini un attacco terroristico in corso. Ma alla prova dei fatti non ha funzionato.

SAIP è un acronimo che sta per Systeme d'Alerte ed d'Information des Population. Le istituzioni francesi ci informano, attraverso uno dei loro siti di riferimento, gouvenement.fr, che la Direction Générale de la Sécurité Civile et de la Gestion de Crise (DGSCGC) du ministère de l’Intérieur, in collaborazione con il Service d’Information du Gouvernement (SIG) hanno lavorato alacremente per lo sviluppo di questa applicazione.

Notiamo dal comunicato iniziale la presenza di sigle (DGSCGC) e acronimi (SIG) roboanti, allo scopo di definire l'importanza di tali istituzioni (e quindi dell'emittente che le ha proposte) e nasconderne, per la difficoltà di memorizzazione di alcune di esse, gli eventuali difetti.

Il logo evidenzia molto bene i concetti dell'applicazione. Una vignetta racchiude le lettere A e I, iniziali della parola aide - aiuto (1). Quindi una notifica di soccorso via etere evidenziata dalle tre onde in alto a destra (2).

Il logo ben studiato dell'applicazione SAIP

Anche il codice cromatico, semplice ma efficace, basato sui colori fondamentali verde e rosso, rende immediata (come per il semaforo) la comprensione dei due stati principali dell'app:
  • verde - nessun pericolo
  • rosso - stato d'allerta

Le semplici ed efficaci schermate del'applicazione SAIP

E proprio nel caso dell'allarme terroristico del 20 aprile 2017, sarebbe dovuto apparire sugli schermi degli smartphone dei francesi una pagina rossa con le indicazioni principali sulla natura dell'evento ma invece l'app è rimasta silente e verde con la scritta in francese "Aucun incident en cours".

Il problema non si trova evidentemente nel design della comunicazione, anche se farcito da troppi acronimi e sigle in sede di presentazione, ma nelle regole di trasmissione della comunicazione.

Come commenta un utente dell'applicazione: "L'idea è buona ma questa applicazione per essere efficace deve rimanere attiva come ad esempio un antivirus, GPS compreso. Ma come fare quando tutti i sistemi operativi consigliano di disattivare le applicazioni per non consumare in pochi minuti la batteria?".

A cui se ne aggiunge un altro: "Ci deve essere costata una fortuna, immagino, quando Twitter per esempio ha trasmesso lo stato d'allerta all'istante e senza alcun problema!"






Il 21 aprile è ricordato come il giorno della fondazione di Roma. La leggenda vuole che la città nasca nel 753 a.C.

Le prime celebrazioni dedicate a questo giorno, coincidevano con la festa delle Palilie (in onore di Pales, la dea del Palatino).

Un particolare dell'affresco della Fondazione di Roma dipinto dai Carracci nel Palazzo Magnani a Bologna
C'è anche chi ritiene che la ricorrenza di san Pietro e Paolo del 29 giugno non sia altro che la trasformazione della festa dedicata a Romolo e Remo in ricordo del primo tracciato dell’Urbe.

Fatto sta che questa data viene tutt'ora festeggiata come "Compleanno" o come "Natale" di Roma, facendo così assumere una particolare connotazione antropomorfica all'evento, quasi che fosse la celebrazione della data di nascita di una persona e non la data di fondazione di una città.

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Viene utilizzata insomma una prosopopea, figura retorica che personifica oggetti, entità non viventi come se fossero vive e presenti.

Roma quindi intesa non come città, ma come essere in qualche modo vivente e dotata di una propria individualità e auto-consapevolezza. In pratica si festeggia il compleanno di una antica signora.

Un bassorilievo raffigurante la dea Roma
Con il termine "compleanno" la connotazione è più familiare, con "natale" diviene più elevata, al pari con una divinità, probabilmente una reminiscenza dell'antica dea Roma che  fin dal II secolo a.C., fu la divinità che personificava lo Stato romano e che secondo la tradizione era invece figlia o la moglie di Ascanio, figlio di Enea, che fondò Albalonga da in cui nacquero Romolo e Remo.

Un bella videoclip sulle bellezze di Roma. Buona visione.






Secondo l'associazione "Borghi d'Italia" un borgo risulta tale quando si connota come centro nevralgico delle attività del territorio.

Deve possedere:
  • un monumento certificato dalla Sovrintendenza delle Belle Arti
  • un numero massimo di abitanti, non più di 6.000
Non solo, in base a particolari parametri che vanno dalla cura dell'ambiente al connubio tra identità e innovazione, una giuria "composita" formata dai telespettatori sul sito web e dalla chef stellata Cristina Bowermann, dallo storico dell’arte Philippe Daverio e dal geologo Mario Tozzi, ha decretato, nel corso della trasmissione Kilimingiaro, il borgo più bello d'Italia 2017.

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Se nelle precedenti edizioni la Sicilia aveva sempre vinto con Gangi, paesino in provincia di Palermo, Montalbano Elicona, comune messinese e Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, nel 2017 si è affermata Venzone del Friuli Venezia Giulia.

Il borgo di Venzone, primo classificato nel 2017
Tra i meriti che hanno fatto della cittadina medievale la vincitrice della sfida c’è la riuscita ricostruzione, “pietra su pietra” dopo il terremoto del 1976 e la presenza di una flora e una fauna molto particolari.

La splendida facciata della cattedrale di Otranto
Durante questa stagione delle trasmissione di Rai3, il pubblico ha avuto la possibilità di conoscere ognuno dei venti borghi in competizione: Arquà Petrarca (Veneto), Canale di Tenno (Trentino Alto Adige), Castel Gandolfo (Lazio), Castelmezzano (Basilicata), Castiglione di Sicilia (Sicilia), Conca dei Marini (Campania), Fiumefreddo (Calabria), Gressan (Valle d’Aosta), La Maddalena (Sardegna), Montecassiano (Marche), Montegridolfo (Emilia Romagna), Orta San Giulio (Piemonte), Otranto (Puglia), Panicale (Umbria), Rocca San Giovanni (Abruzzo), Suvereto (Toscana), Tellaro (Liguria), Vastogirardi (Molise), Venzone (Friuli Venezia Giulia), Zavattarello (Lombardia).

Le "Top 20" dei nostri borghi in questo bel video di Ars Europa. Buona visione!







La semiotica affonda le sue radici in svariati campi dello scibile umano. Uno di questi è la psicologia, con le sue figure archetipiche e i suoi simboli, innestati in modo misterioso, secondo la teoria dell'inconscio collettivo di Jung, nel nostro inconscio, sin dalla nascita.

Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica
Un esempio è dato dalla intensa simbologia dei test di personalità come quello che segue.

Occorre visualizzare dapprima nella mente una situazione e descriverla minuziosamente.

Ci si trova in un bosco. Descrivetelo, così come lo immaginate. È buio? È pieno di raggi di sole che filtrano fra i rami? È disabitato oppure si intravedono scoiattoli e si sentono cinguettii?

A un certo punto, camminando si trova una chiave. Anche qui descrivetela minuziosamente e prendete appunti sul vostro comportamento.

Poco dopo trovate una casa nel bosco. Descrizione e vostro comportamento.

Poi un corso d'acqua. Che fate? Come appare?

Infine un muro. È alto? È basso? Descrivetelo e raccontate il vostro comportamento.

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Ora, dopo aver scritto le vostre impressioni, potete leggere il significato della simbologia, da cui potrete arguire il vostro profilo psicologico e le vostre reazioni rispetto a vari eventi e valori esistenziali.

Il bosco è simbolo della vostra vita. È come la vedete, buia o luminosa, allegra o triste, piena o vuota.

Il bosco, simbolo della vostra vita
La chiave è il simbolo del denaro. La chiave è semplice o barocca? A seconda della risposta il denaro riveste poca o moltissima importanza nella vostra vita, gli date poco o enorme valore. La chiave la tenete o la lasciate per terra? Ecco la vostra attitudine all'avidità o no.

La chiave, simbolo del denaro

La casa è il simbolo della morte. Avete timore quando vi avvicinate alla casa o no? È buia e misteriosa o luminosa e accogliente? È abitata o disabitata? È ben tenuta o diroccata? Ci entrate tranquillamente, sbirciate appena dalla finestra, passante oltre ignorandola o scappate a gambe levate? Ecco, questo è il vostro atteggiamento inconscio e profondo nei confronti della morte.

La casa, simbolo della morte
Il corso d'acqua è simbolo del sesso, della vostra vita intima. Come la vedete nel profondo del vostro inconscio? Un laghetto tranquillo o un torrente spumeggiante? Uno stagno putrido o il mare in cui vi immergete? Una cascata o un placido fiume? Cosa fate? Vi bagnate solo le mani, lo ammirate senza toccare l'acqua, vi allontanate per paura di bagnarvi o vi immergete felici? Ecco la vostra più profonda e inconscia risposta.

Il corso d'acqua, simbolo del sesso
Il muro è simbolo di Dio. È  alto e minaccioso? Vi impedisce il passaggio? È un delizioso muretto a secco con muschio, erbe e fiorellini di campo su cui vi sedete confidenti per ammirare il paesaggio? Circoscrive un luogo inaccessibile o è un elemento del paesaggio che non vi interessa e da cui vi tenete a debita distanza? Ecco il vostro rapporto più interiore e nascosto con il sacro.

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Generazioni di psicologi hanno utilizzato questo interessante test della personalità le cui risposte variano con il trascorrere degli anni, perché cresciamo, cambiamo, ci evolviamo (o involviamo).

Il risultato, dal punto di vista semiotico, è l'allegoria della nostra vita.

Interessante, no?

L'Internet delle cose è una possibile evoluzione dell'uso della Rete: gli oggetti, vale a dire le "cose", si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri.

Le sveglie suonano prima in caso di traffico, le scarpe da ginnastica trasmettono tempi, velocità e distanza per gareggiare in tempo reale con persone dall'altra parte del globo, i vasetti delle medicine avvisano i familiari se si dimentica di prendere il farmaco. Tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete.

Uno smartphone controlla il termostato di casa: un esempio semplice di Internet delle cose

L'obiettivo dell'internet delle cose è far sì che il mondo elettronico tracci una mappa di quello reale, dando un'identità elettronica alle cose e ai luoghi dell'ambiente fisico. Gli oggetti e i luoghi muniti di etichette Identificazione a radio frequenza (Rfid) o Codici QR comunicano informazioni in rete o a dispositivi mobili come i telefoni cellulari.

Il codice Qr ha ormai allargato la sua sfera di competenze e permette di relazionare diversi oggetti

I campi di applicabilità sono molteplici: dalle applicazioni industriali (processi produttivi), alla logistica e all'infomobilità, fino all'efficienza energetica, all'assistenza remota e alla tutela ambientale.

L'internet delle cose tende ad evolversi in modo parallelo e reciproco al web semantico.

L'evoluzione del web semantico per rispondere alla sfida dell'internet delle cose

I principali domini applicativi ed ambiti operativi interessati dallo sviluppo della Internet of  Things sono molteplici. Eccone alcuni:
  • Domotica
  • Robotica
  • Avionica
  • Industria automobilistica
  • Biomedicale
  • Monitoraggio in ambito industriale
  • Telemetria
  • Reti wireless di sensori
  • Sorveglianza
  • Rilevazione eventi avversi
  • Smart grid e Smart City
  • Sistemi Embedded
  • Telematica
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Secondo alcune stime nel 2020 ci saranno 26 miliardi di oggetti connessi a livello globale. ABI Research stima che saranno più di 30 miliardi. Altri istituti parlano addirittura di 100 miliardi.

Le aspettative degli esperti sono che l'Internet delle cose cambierà il nostro modo di vivere in modo radicale. Gli oggetti intelligenti, con capacità decisionale, permetteranno risparmio energetico sia a livello personale (domotica e smart-home) sia a livello macroscopico (smart-city e smart grid).




Una splendida fiaba, una pubblicità intensa ed efficace, l'ultima realizzata per Edeka dedicata alla cura dell'alimentazione. In un luogo abitato solo da obesi, compresi i cani, un bambino sogna di volare.

Lo scopo del video è far riflettere sul cibo e invitare a un'alimentazione consapevole. Il sovrascopo è scegliere i prodotti del brand per ottenere questo. Ovviamente è implicito che il brand offre ai suoi consumatori solo cibo sano, che fa "volare"

Tutta la narrazione è giocata sull'iperbole. Infatti tutti gli abitanti obesi gravi, il cibo che ingurgitano è una pappa scura e non distinguibile (simbolo dell'alimentazione non consapevole), il bambino comincia a nutrirsi solo di bacche e frutti selvatici (simbolo dell'alimentazione sana e consapevole) come l'uccellino, alla fine dello spot il bambino vola.

Il mondo "oversize" nella pubblicità di Edeka
Forte l'antitesi tra prima e dopo, tra inverno e primavera, tra grasso e magro, pesante e leggero.

Il bambino è prosopopea del cliente Edeka.

Il modello attanziale composto dai consueti sei attanti della comunicazione è:
  1. Soggetto - il bambino
  2. Oggetto - volare (metafora di diventare più sano, magro e leggero)
  3. Opponente - la sua obesità, la cultura del mangiare cibo spazzatura del suo villaggio
  4. Aiutante - l'uccellino che lo ispira, le bacche
  5. Destinante - l'uccellino, il brand
  6. Destinatario - il bimbo obeso che diventa magro, il target di Edeka
La trasformazione del bambino, il Destinatario del messaggio nel modello attanziale dello spot
Il quadrato semiotico:
  • pesante - tutti gli abitanti del villaggio obeso
  • leggero - l'uccellino
  • non pesante - il bimbo dimagrito
  • non leggero - il cibo ingurgitato da tutti
Pausa pranzo nel villaggio degli obesi
La funzione comunicativa utilizzata è la conativa: mangia sano e vola leggero.

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Ecco il video di Edeka:






Il colore domina la Composizione VII, opera del maestro dell’astrattismo Vassily Kandinsky, dipinta nel 1913 e attualmente conservata nella Galleria Tret’jakov di Mosca.

Il colore è una “caratteristica delle superfici per cui esse riflettono in vario modo la luce, inducendo determinate sensazioni nell'occhio umano”.

È un elemento fondamentale nella percezione delle immagini.

È ricco di significati e interagisce profondamente con il destinatario, influenzando il suo giudizio complessivo relativamente al testo visivo.

Il colore è quindi segno. Ha un significante, che è appunto la particolare gradazione di luce, e un significato, che varia di caso in caso e che è determinato dalla percezione umana e dalla sensazione indotta da determinate radiazioni luminose.

Una comune tabella che elenca il significato dei colori
Normalmente esso è simbolo (bianco di purezza, rosso di passione) ma può essere anche usato come icona di altri segni, come per esempio le note musicali, assumendo così una funzione metalinguistica, ovvero usando un linguaggio per esprimere un altro linguaggio.

Possiamo quindi leggere questo dipinto come si leggerebbe uno spartito musicale, e goderne come di una sinfonia.

A sinistra, in basso, il bianco e i colori chiari che evocano iconicamente il silenzio, il non suono del momento in cui il direttore d'orchestra alza le braccia e i musicisti si preparano a suonare.

I colori, caldi e freddi, sono icone silenziose dei suoni, che conducono, in un crescendo cromatico, verso il centro del dipinto.

Ora giungono a rinforzo anche le categorie eidetiche, quelle relative al significato delle forme. Forme avvolgenti, ondulate, circolari divengono icone delle note per modulare il ritmo, la tensione, il vorticare frenetico, acme del capolavoro, sia dal punto di vista visivo che musicale.

L'artista, nel suo fondamentale saggio Punto Linea Superficie, evidenzia il rapporto tra forme e colori, definendo le associazioni base:
  • triangolo - giallo
  • quadrato - rosso
  • cerchio - blu

Le associazioni base forma/colore descritte da Kandinsky in Punto Linea Superficie
Tali corrispondenze non devono essere lette come immutabili, ma come le più naturali. Questo vuole dire che dipingere un quadrato di blu, anziché di rosso non è sbagliato, è solo che la forma assumerà un differente significato.

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L'opera continua con altre pennellate morbide che però, stavolta, ci conducono verso il nero, in un non.colore/non-suono molto diverso da quello iniziale, inesorabile. Siamo alla fine del momento di grazia artistico, alle fine della performance.

I contrasti cromatici conducono al vortice "lirico" della composizione
La composizione è quindi, per accumulazione visiva di forme e colori, metafora di una sinfonia cromatica, eidetica e musicale, allegoria della vita e del suo fluire gioioso, incessante e ritmico.

Su Ars Europa Channel un minuto di questa splendida sinfonia cromatica.